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Il saluto del Pievano

 Carissimi parrocchiani e visitatori,

con l'avvento delle nuove tecnologie anche la nostra comunità entra nel web. Un paese, il nostro, forse sconosciuto ai più, ma che possiede una storia che si perde nella "notte dei tempi" ed ha iniziato a far parlare di sé già all'Epoca Romana, con l'arrivo del Veterano Caio Vettonio F. M. di cui la chiesa custodisce gelosamente il sarcofago. La Pieve poi, con il suo "titulum" ricorda l'inizio della vita cristiana nella zona della pedemontana del Grappa spingendosi fino ad Alano di Piave. Una chiesa che ha conservato il titolo di Pieve Matrice e che nella sua armoniosa presenza sembra abbracciare chi si accinge a visitarla.

Carissimi, possa questo sito diventare, anche per coloro che, lontani dalla loro terra ci seguono dal mondo, una occasione di comunione e di comunicazione a tutti i livelli.

Intanto vi do il benvenuto, e vi saluto di vero cuore.

Il Pievano

Don Manuel Fabris
 

GIUBILEO EULALIANO

una Santa... una Pieve... 1400 anni di storia

INDULGENZA PLENARIA QUOTIDIANA

Durante tutte le Domeniche dell'Anno Giubilare, si svolgerà, al termine di ogni Eucarestia, la preghiera per ottenere l'Indulgenza Plenaria legata alla nostra chiesa matrice.

Ricordo che l'Indulgenza Plenaria Giubilare è un dono di grazia che si può applicare a sé stessi o ai defunti (a modo di "suffragio"). In chiesa troverete dei piccoli opuscoli che spiegano cos'è l'Indulgenza e quale guarigione spirituale essa comporta.

STATIO GIUBILARI

confessioni, S. Messe e Indulgenza Plenaria

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GIUBILEO VITA CONSACRATA

Domenica 7 febbraio 2016

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Domenica 7 febbraio, alla S. Messa delle ore 10.00 hanno partecipato 60 suore delle varie Congregazioni Religiose del Bassanese, per rendere grazie al Signore del dono della vocazione e per vivere il Giubileo ottenendo l'Indulgenza Plenaria legata alla nostra Pieve in questo Anno della Misericordia. E' statu un momento di grazia per loro e per tutta la nostra comunità... la festa è seguita con il pranzo presso le opere parrocchiali.

Demolizione della chiesa di Saint Jacques de Abbeville anno 2013

Può sembrare una assurdità ai più... ma i nostri cugini francesi stanno lavorando "molto bene" perchè del cristianesimo NON RIMANGA PIU' ALCUNA TRACCIA... a qualcuno potrà sembrare una cosa da "invasati" il video che segue, ma se ci pensiamo bene questa è la cruda realtà di ciò che potrebbe diventare il Cristianesimo in Europa tra non molti anni... un "VAGO RICORDO".

Vi invito a guardare il video... dura 20 minuti ma... ne vale davvero la pena e...

buona riflessione e "preghiera" a tutti!

...quando non vengono vendute o convertite in moschee, spesso le chiese francesi fanno questa fine: vengono distrutte. Saint-Blaise du Breuil, nell’Allier, Saint-Pie-X nell’Hérault e Saint-Jacques d’Abbeville (nel video qui sopra) nella Somme sono soltanto alcuni dei casi più celebri di storici edifici cattolici rasi al suolo per mancanza di fondi e fedeli. Ma secondo il Senato francese, quasi tremila edifici religiosi rischiano oggi di fare la stessa fine.
Lo storico dell’arte Didier Rykner, che con la rivista Tribune de l’Art guida la campagna per la preservazione del patrimonio cristiano, ha scritto che “è dalla Seconda guerra mondiale che non si vedevano tante chiese ridotte in macerie”.

Una chiesa vive se c'è una comunità... se ci sono discepoli del Signore che desiderano incontrarsi per stare con Lui nella "sua" e "loro" casa... possano almeno le tristi immagini appena viste risvegliare in noi il desiderio di DIO, perchè quando una chiesa viene distrutta, quando Dio viene "sfrattato" l'umanità ne esce sempre inesorabilmente SCONFITTA!

Questo elemento non è stato ancora configurato.

200 anni dalla consacrazione della Pieve Matrice

L'antica Pieve Matrice di Sant'Eulalia vivrà un anno giubilare in ricordo dei 200 anni dalla Consacrazione-Dedicazione della chiesa (1 settembre 1816). Il mese di settembre del prossimo anno inizieranno le celebrazioni e i festeggiamenti che coinvolgeranno, per un anno, questa comunità.

L'antica Pieve, che vanta 1400 anni di storia, ha visto nel corso dei secoli susseguirsi vari luoghi di culto.

La chiesa del IV secolo, l'antica basilica romanica (che si trovavava nella zona degli impianti sportivi) demolita a seguito del terremoto del 1695 e l'attuale chiesa plebaniale del 1773, opera dell'architetto A. Gaidon, testimoniano la presenza plurisecolare della fede cristiana in questi territori pedemontani.

Affidiamo alla nostra patrona Sant'Eulalia, martire spagnola del III secolo, il cammino di preparazione a questo importante anniversario e non escludiamo di avviare dei contatti con le principali città spagnole di cui Eulalia è patrona: Barcellona e Mérida.

Diventi questo anniversario occasione per "rinfrescare" la nostra fede e riscoprire le radici che hanno legato e compattato nei secoli questa "piccola, antichissima e prestigiosa comunità"!

Video della Basilica di Santa Eulalia a Mérida (Spagna)

Video della Cattedrale di Santa Eulalia a Barcellona (Catalogna-Spagna)

ai fedeli di Santa Eulalia... e non solo

Carissimi parrocchiani e non solo...
questi giorni sono stati "memorabili"; cioè resteranno impressi nel mio cuore per sempre. Visitare Mérida e pregare sui luoghi che hanno visto vivere, testimoniare la sua fede e morire Santa Eulalia, mi hanno riempito di commozione e commosso. Un Grazie a Don Antonio Bellido Almeida, Arciprete della Reale Basilica di Santa Eulalia di Merida; al prof. Dr. Don José Maria Alvarez Martinez, archeologo e direttore del museo romano di Mérida, per l'accoglienza, la disponibilità e la competenza e... non da ultimo... l'amicizia che si è creata quasi "a pelle" e che speriamo possa crescere, senza di lui sarebbe stato difficile comprendere la storia di questa antica città e della sua martire; grazie poi ai Sigg. Don Antonio Mateos y Rodriguez e Don Carmelo Arribas y Cuenca, storico e presidente della Reale Confraternita di Santa Eulalia di Mérida per le tante pubblicazioni donatemi e per la collaborazione che è nata: mi hanno chiesto di essere il referente per l'Italia della rivista Emeritense "Eulalia"... e di sicuro lo farò volentieri. Grazie ai membri della confraternita per l'accoglienza e il calore dimostrato. In una parola: GRACIAS MERIDA, HA SIDO UN ENCANTO QUEDARME ENTRE VOSOTROS. E... a presto (2016) in Italia, il 14 ottobre alle ore 22.05 abbiamo firmato nel libro della confraternita l'inizio del nostro gemellaggio.
Un saluto a tutti gli italiani da parte dei nostri fratelli di Spagna.

Partecipazione del Pievano alla Messa di inaugurazione dell'Anno Teresiano ad Avila 15 ottobre 2014. Ecco il video.

Due brani Perosiani dello straordinario concerto 31.10.2014

Il Pievano festeggia il decennio della sua Ordinazione Sacerdotale: Padova 2005 - Sant'Eulalia 2015

«Se non avessimo il Sacramento dell’Ordine, noi non avremmo Nostro Signore. Chi l’ha messo nel tabernacolo? Il sacerdote. Chi ha ricevuto la vostra anima al suo ingresso a questo mondo? Il sacerdote. Chi la nutre per darle forza di fare il suo pellegrinaggio? Sempre il sacerdote. Chi la preparerà a comparire davanti a Dio, lavando l’anima per la prima volta nel sangue di Gesù Cristo? Il sacerdote, ogni volta il sacerdote. Se l’anima, poi, giunge all’ora del trapasso, chi la farà risorgere, rendendole la calma e la pace? Ancora una volta il sacerdote. Non potete pensare a nessun beneficio di Dio senza incontrare, insieme a questo ricordo, l’immagine del sacerdote. Se andaste a confessarvi alla Santa Vergine o a un angelo, vi assolverebbero? No. Vi darebbero il Corpo e il Sangue di Gesù? No. La Santa Vergine non può far scendere il Suo divin Figlio nella Santa ostia. Anche duecento angeli non vi potrebbero assolvere. Un sacerdote, per quanto semplice sia, lo può fare, egli può dirvi: “Va in pace, ti perdono”. Che cosa grande è il sacerdote!…» [A. Monnin, Spirito del Curato d’Ars, Ed. Ares, Roma]. Queste Parole del Santo Curato d’Ars, Jean Marie Vianney, mi hanno guidato nella mia formazione e continuano a guidarmi nella vita sacerdotale. Ringrazio Gesù che da 10 anni mi continua a far sperimentare il dono straordinario del sacerdozio; non si ha idea di cosa si possa provare quando si tocca l’Ostia Santa e quando la tua povertà unita alla potenza delle parole della consacrazione fanno di un semplice pezzo di pane e di un po’ di vino il Corpo e il Sangue di Gesù. E’ il cielo che tocca la terra… e questo attraverso le mani povere di ogni sacerdote. Che il mio essere in mezzo a voi sia davvero questo: portare Gesù per portarvi a Gesù. Questo solo mi basta! Ed è la più grande grazia che il Signore mi potrebbe fare! E grazie di cuore per questa famiglia parrocchiale: il sacerdote vive per voi, sia davvero la nostra parrocchia sempre di più una “famiglia” unita nell’amore a Gesù!