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Il saluto del Pievano

 Carissimi parrocchiani e visitatori,

con l'avvento delle nuove tecnologie anche la nostra comunità entra nel web. Un paese, il nostro, forse sconosciuto ai più, ma che possiede una storia che si perde nella "notte dei tempi" ed ha iniziato a far parlare di sé già all'Epoca Romana, con l'arrivo del Veterano Caio Vettonio F. M. di cui la chiesa custodisce gelosamente il sarcofago. La Pieve poi, con il suo "titulum" ricorda l'inizio della vita cristiana nella zona della pedemontana del Grappa spingendosi fino ad Alano di Piave. Una chiesa che ha conservato il titolo di Pieve Matrice e che nella sua armoniosa presenza sembra abbracciare chi si accinge a visitarla.

Carissimi, possa questo sito diventare, anche per coloro che, lontani dalla loro terra ci seguono dal mondo, una occasione di comunione e di comunicazione a tutti i livelli.

Intanto vi do il benvenuto, e vi saluto di vero cuore.

Il Pievano

Don Manuel Fabris
 

GIUBILEO EULALIANO

una Santa... una Pieve... 1400 anni di storia

Video della S. Messa con il Patriarca di Venezia

TEMPO DI AVVENTO

camminiamo verso l'incontro con Gesù

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L’attesa è l’atteggiamento al quale ci spinge in ogni momento il tempo dell’ Avvento: «siate simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze, per aprirgli subito, appena arriva e bussa» (Lc 12,36). L’attesa è carica di tensione.

Nell’attesa usciamo da noi stessi verso colui che cerca il nostro cuore, che lo fa battere con più forza, colmando la nostra attesa.

Oggi molti non riescono più ad attendere. Vivono il tempo di Avvento non come tempo di attesa, ma già come un Natale  passato. Alcuni celebrano sempre Natale, invece di mantenere sveglia l’attenzione e di protendere il proprio cuore nell’attesa del mistero del Natale. I bambini non sanno attendere che la madre dica la preghiera prima di mangiare. Devono mangiare subito, se c’è qualcosa sul tavolo. Non aspettano che la cioccolata sia messa nella borsa della spesa. Devono mangiarla ancor prima che sia pagata alla cassa del super mercato. La gente in fila davanti alla cassa o allo sportello della stazione non riesce ad aspettare. Si spinge. In tutto questo c’è qualcosa di importante: chi non sa aspettare non svilupperà mai un forte io. Dovrà per forza soddisfare ogni bisogno immediatamente, ma diventerà allora completamente dipendente da qualsiasi bisogno. L’attesa ci rende liberi dentro. Se sappiamo aspettare finché il nostro bisogno sia soddisfatto, siamo in grado di sopportare , anche la tensione che l’attesa suscita in noi. Il nostro cuore si allarga e ci dona, inoltre, la sensazione che la nostra vita non è banale. Lo vediamo quando aspettiamo un qualcosa di misterioso, poiché vi attendiamo il compimento della nostra nostalgia più profonda. Allora riconosciamo che noi siamo più di quanto ci possiamo dare. L’attesa ci mostra che il nostro vero essere deve esserci donato.Che l'esercizio dell'attesa diventi l'allenamento caratterizzante di questo tempo di preparazione al Natale... perchè se noi lo attendiamo "trepidanti" il Signore, alla sua venuta, ci riempirà il cuore di gioia!

PROPOSTE PER VIVERE INTENSAMENTE L'AVVENTO

 

Adorazione Eucaristica: dalle 20.00 alle 21.00 in chiesa nei venerdì 9, 16 e 23 dicembre (la Messa sarà alle 19.30)... è una proposta aperta a tutti, per Adorare Gesù e riempire il cuore della sua Misericordia

Canto del Vespro

Domeniche: 27 novembre, 4 e 11 e 18 dicembre alle 15.00 in chiesa

PROPOSTA PER i bambini - ragazzi:

il Presepe di sassi ...

Durante le domeniche di Avvento verrà consegnato ad ogni ragazzo/a un pezzo di presepe in carta con dei sassi... per ogni personaggio, si sceglieranno un sasso, ogni domenica in chiesa.

 

28 novembre - 10 dicembre 2016

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FESTA DI SANT'EULALIA

Dal 10 all'11 dicembre 2016

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Video della Basilica di Santa Eulalia a Mérida (Spagna)

Video della Cattedrale di Santa Eulalia a Barcellona (Catalogna-Spagna)

Partecipazione del Pievano alla Messa di inaugurazione dell'Anno Teresiano ad Avila 15 ottobre 2014. Ecco il video.

Due brani Perosiani dello straordinario concerto 31.10.2014

Il Pievano festeggia il decennio della sua Ordinazione Sacerdotale: Padova 2005 - Sant'Eulalia 2015

«Se non avessimo il Sacramento dell’Ordine, noi non avremmo Nostro Signore. Chi l’ha messo nel tabernacolo? Il sacerdote. Chi ha ricevuto la vostra anima al suo ingresso a questo mondo? Il sacerdote. Chi la nutre per darle forza di fare il suo pellegrinaggio? Sempre il sacerdote. Chi la preparerà a comparire davanti a Dio, lavando l’anima per la prima volta nel sangue di Gesù Cristo? Il sacerdote, ogni volta il sacerdote. Se l’anima, poi, giunge all’ora del trapasso, chi la farà risorgere, rendendole la calma e la pace? Ancora una volta il sacerdote. Non potete pensare a nessun beneficio di Dio senza incontrare, insieme a questo ricordo, l’immagine del sacerdote. Se andaste a confessarvi alla Santa Vergine o a un angelo, vi assolverebbero? No. Vi darebbero il Corpo e il Sangue di Gesù? No. La Santa Vergine non può far scendere il Suo divin Figlio nella Santa ostia. Anche duecento angeli non vi potrebbero assolvere. Un sacerdote, per quanto semplice sia, lo può fare, egli può dirvi: “Va in pace, ti perdono”. Che cosa grande è il sacerdote!…» [A. Monnin, Spirito del Curato d’Ars, Ed. Ares, Roma]. Queste Parole del Santo Curato d’Ars, Jean Marie Vianney, mi hanno guidato nella mia formazione e continuano a guidarmi nella vita sacerdotale. Ringrazio Gesù che da 10 anni mi continua a far sperimentare il dono straordinario del sacerdozio; non si ha idea di cosa si possa provare quando si tocca l’Ostia Santa e quando la tua povertà unita alla potenza delle parole della consacrazione fanno di un semplice pezzo di pane e di un po’ di vino il Corpo e il Sangue di Gesù. E’ il cielo che tocca la terra… e questo attraverso le mani povere di ogni sacerdote. Che il mio essere in mezzo a voi sia davvero questo: portare Gesù per portarvi a Gesù. Questo solo mi basta! Ed è la più grande grazia che il Signore mi potrebbe fare! E grazie di cuore per questa famiglia parrocchiale: il sacerdote vive per voi, sia davvero la nostra parrocchia sempre di più una “famiglia” unita nell’amore a Gesù!